Chi non ha nel proprio vissuto, dal patronato al quartiere ad una squadra locale, il calcio come un pezzo importante di vita?
Il calcio è un “luogo” dove lo sport si intreccia con l’amicizia e la formazione di fondo; un microcosmo di esperienze, incontri ed emozioni continue a contatto con il miracolo del ripetersi della gioventù.
Un “luogo” non di semplice divertimento, ma anche di moralità, tirocinio duro, sacrificio, spirito di appartenenza e, insieme, una scuola di vita in cui apprendere l’importanza del rispetto per l’avversario.
Il calcio, quindi, come pratica che combatte l’insidia della criminalità, l’assenza di obiettivi, l’abulia ed il disimpegno.
Passare da imprenditore, da questo mondo iniziale, a quello di “angelo custode” è stato per Cremonese la cosa più naturale, anche se l’essere uno “sponsor”, e ancor di più essere tra i dirigenti di una società come il “Padova Calcio”, non è cosa facile perchè le soddisfazioni sono spesso minori delle delusioni e delle difficoltà. E pur tuttavia, come sottrarsi dal partecipare ad una storia gloriosa che ha un secolo di vita (1910 – 2010)?


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